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13/01/2017

Sui temi del lavoro no ai referendum, sì a normative efficaci. Per il bene dei lavoratori.

Proporre un referendum e  raccogliere le firme allo scopo è importante perché è importante chiedere ai cittadini di esprimersi su un tema o una questione, e il referendum è uno dei fondamentali della nostra democrazia. Ma per ciò che riguarda i temi del lavoro Cisl ritiene che si debbano cercare intese e disegnare quadri normativi, che siano il frutto della competenza della rappresentanza capace di suggerire l’impianto di regolamentazione valutato quale migliore e più utile, non fondato sul populismo di una campagna elettorale creata intorno a un referendum che vede fronti opposti.

«Crediamo che sui temi che riguardano il mondo del lavoro il referendum non sia sempre uno strumento giusto – spiega Raffele Consiglio, segretario generale di Cisl Vicenza -. Per questo la bocciatura del referendum per l’articolo 18 da parte della consulta non ci ha colti di sorpresa. Non nascondiamo un dubbio: forse l’articolo era stato pensato come esca per spingere la gente a raccogliere voti per un referendum che in tanti sapevano non possibile o non opportuno?». «Un tema, quello dell’articolo 18, che è stato molto caricato di emotività – continua -. Ma i fatti e i numeri dicono che ad oggi non ha avuto in realtà grandi ricadute sul mondo del lavoro, diversamente dai disastri che erano stati previsti da parte di alcuni.

«Riguardo ai voucher – aggiunge ancora Consiglio -, certo è un argomento che ha diviso il Paese, e in questo momento non si può e non si deve continuare a dividere il Paese.  Perciò ci auguriamo che sia presto determinato un preciso quadro normativo che permetta di garantire un loro uso corretto e non deviato, limitato agli scopi per cui i voucher erano stati pensati e sono nati, con un campo di utilizzo ben delimitato e chiaro, con strumenti che ne impediscano gli abusi, infine con precisi e attenti controlli».