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16/12/2016

Aziende di servizio pubblico: no all'acquisizione dei grandi gruppi estranei al territorio

«No all'acquisizione delle aziende, pubbliche o partecipate, che gestiscono i servizi pubblici locali da parte di realtà appartenenti a grandi gruppi non presenti direttamente sul territorio, con l'obiettivo di diventare maggiormente competitive. Se accadesse, sarebbe un grave errore sia per il Veneto che per il territorio vicentino» ha commentato con fermezza il segretario generale Cisl Vicenza Raffaele Consiglio concludendo l’incontro “Servizi pubblici locali: opportunità per il territorio”, tenutosi ieri sera a Vicenza ai Chiostri S. Corona.

 

Il dibattito fortemente voluto dalle sigle sindacali unitarie vicentine Cgil, Cisl e Uil ha voluto essere un momento di analisi sulla situazione attuale delle aziende di Servizio pubblico locale, nell'ottica dell'interesse generale dei cittadini e di quello dei dipendenti. Tali servizi infatti gestiscono risorse fondamentali per i cittadini e influenzano la qualità della vita delle persone e delle comunità. Costituiscono inoltre un aspetto essenziale del welfare, per la qualità dei servizi erogati e il costo delle tariffe, e una componente rilevante dell’economia locale, sia in termini produttivi che occupazionali. Il loro futuro presenta oggi incognite rilevanti: il contesto economico in continua evoluzione; la presenza di grandi gruppi che pesano nelle dinamiche di mercato; e gli interventi legislativi in materia. Il ruolo delle autorità pubbliche locali è dunque essenziale per fornire gli indirizzi strategici alle aziende, definire gli assetti di sistema, monitorare la qualità e l’efficienza dei servizi e assicurare trasparenza e controllo democratico.

 

«Lo sviluppo e la crescita della nostra provincia – ha concluso Consiglio - non potranno più dipendere soltanto dall'iniziativa privata. È necessario che le aziende operanti in settori così strategici e importanti reinvestano in ricerca e innovazione nel nostro territorio. In tal modo saranno volano di sviluppo, di know how e di competitività per la nostra industria».