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4/03/2016

Pensioni: il governo apra finalmente un dibattito ampio e serio

Il dibattito animatosi in queste ultime settimane intorno al rischio paventato di un taglio alle pensioni di reversibilità, ancora una volta dice quanto sia urgente l’apertura di un confronto ampio tra Governo e parti sociali sul tema delle pensioni nel suo complesso.

Ad alimentare i timori di un intervento sulle pensioni di reversibilità è stata la proposta di legge delega sulla lotta alla povertà in quanto propone anche un riordino delle prestazioni di natura assistenziale e previdenziale per recuperare risorse a suo sostegno. Ora, dai diversi ministri è giunta a più voci la conferma che nel disegno non vi sia contenuto in realtà alcun riferimento del tipo, ma solo l’intenzione di superare “sovrapposizioni e situazioni anomale”. Certo ne siamo rassicurati… Perché, se invece fosse diversamente, si andrebbe a depauperare una prestazione di natura strettamente previdenziale (non assistenziale!), dunque pagata dai contributi dei lavoratori, colpendo peraltro in particolare le donne, che sono da sempre uno degli anelli deboli del mondo del lavoro o addirittura ne sono escluse.

Se si confermeranno vere le rassicurazioni arrivate dal Governo, certo si tratta di una buona notizia. Ma non basta. Non ci basta. La necessità di affrontare il tema delle pensioni a 360 gradi è diventata una priorità assoluta. Perché dentro alla discussione ci stanno nodi complessi e ancora inaffrontati come la flessibilità in uscita, la tutela degli esodati, il riconoscimento dei lavori usuranti, il lavoro delle donne, ma anche – non da ultimo – il lavoro dei giovani e il loro futuro pensionistico. E perché tocca e incrocia fronti diversi, e sempre più si impone come questione anche di coesione sociale e di equità: equità tra lavoratori, equità tra lavori, equità tra generazioni.

Insomma lo sappiamo tutti, o meglio… lo diciamo in tanti: il sistema previdenziale attuale presenta numerose falle e chiede un cambiamento profondo e strutturale, di visione oltreché di politiche e di strumenti. Metter mano seriamente al sistema consentirebbe anche di dare risposte al tema centrale dell'occupazione, soprattutto quella dei giovani, e di alleggerire il mondo del lavoro dalle pesanti iniquità che oggi lo abitano e spesso lo devastano.

Gianfranco Refosco
Segretario generale di Cisl Vicenza