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25/01/2016

Superare il declino demografico per dare un futuro al territorio

Dopo decenni di crescita della popolazione, i dati Istat degli ultimi due anni segnalano una diminuzione dei residenti nel Veneto. E la provincia di Vicenza è quella che vede il calo più consistente. Le cause di questo declino demografico sono soprattutto due: il basso tasso di natalità, che comporta un numero di nascite inferiore a quello dei decessi, e l’inversione di trend dei flussi migratori rispetto alle dinamiche degli ultimi vent’anni (nel corso del solo 2014 il numero di stranieri residenti in provincia era calato di più di tremila unità).

Se la tendenza emersa nell’ultimo biennio dovesse consolidarsi, per i prossimi decenni avremmo di fronte una fase di involuzione economico-sociale molto pericolosa: infatti il declino demografico accelererebbe l’invecchiamento della popolazione, compromettendo ulteriormente la tenuta del nostro sistema di welfare già messo in questi anni a dura prova. La mancanza di un adeguato ricambio generazionale, inoltre, porterebbe come conseguenza un blocco dell’innovazione economico-sociale e una minore capacità del sistema manifatturiero di adattarsi ai meccanismi dell’innovazione e della competizione internazionale.

Anche per tutti questi motivi, la questione demografica deve assumere con urgenza centralità nell’agenda politica, tanto più in questo periodo, mentre l’attenzione degli operatori politici ed economici è (o almeno dovrebbe essere) concentrata sull’aggancio dei segnali di ripresa economica per stabilizzare una nuova fase di sviluppo.

La Cisl ritiene che questo sia un tema da affrontare su due dimensioni distinte ma complementari: il sostegno alle famiglie e alla genitorialità e il ripensamento della nostra politica migratoria.

In primo luogo è necessario adottare politiche e attivare servizi che sostengano le coppie (soprattutto le più giovani), così da incentivare la crescita del tasso di natalità. Proprio con questo intento la Cisl, nella sua proposta di riforma fiscale, afferma la necessità di riformare e rafforzare gli assegni familiari per sostenere le famiglie con figli a carico. Sarebbe opportuno che il Governo intervenisse rapidamente in questa direzione. Vanno inoltre rinforzati i servizi pubblici e privati che possono aiutare e agevolare le mamme che lavorano, anche mediante la contrattazione di strumenti di welfare aziendale: una via che oggi, oltre a essere un valido supporto al sistema di welfare pubblico in crisi, si sta dimostrando anche un buon laboratorio di innovazione.

Il secondo campo di interventi riguarda l’immigrazione, di cui però si parla quasi esclusivamente in termini ideologici e di contrapposizione tra chi è pro e chi è contro, spesso considerandolo più tema da propaganda politica che evoluzione dei tempi e della Storia. È invece arrivato il momento di affrontare la questione in termini realistici e pragmatici, ponendo fine alle dichiarazioni che parlano solo “alla pancia” dei cittadini e attuando finalmente politiche di intervento concrete ed efficaci, che tenendo a base una responsabilità e solidarietà condivise coinvolgano nella progettazione e nella gestione i diversi attori (istituzioni preposte, enti locali, organizzazioni del non profit): i flussi migratori vanno programmati, a partire anche dalla necessità del nostro Paese di attrarre intelligenze e competenze. Abbiamo bisogno di energie nuove, che vivano l’Italia e il Veneto come luoghi di realizzazione e di riscatto. Abbiamo bisogno di programmi di integrazione e di educazione perché chi arriva conosca la nostra cultura e ne condivida i principi. Abbiamo bisogno di un sistema che individui e punisca chi non rispetta le regole, ma che dall’altra parte offra opportunità a chi vuole essere cittadino leale e migliorare le proprie chances di vita. Queste sono le strade da percorrere per contrastare il rischio di declino demografico. Sono strade che permetterebbero anche di avere una società più giusta e orientata in maniera positiva verso il futuro.

Gianfranco Refosco
Segretario generale di Cisl Vicenza